Capitolo 32 Hate you forever album Hate you forever.
- Hate you forever, Capitan.
- Cosa vuoi ancora Jenkins?
- Eh... Nuovo gruppo: Hate you forever.
- Ah.... beh.... sì, fai vedere.... e chi sono?
- Saccharine, Terror twilight o Twilight kid, Botcha Panotcha, Luca Baldinazzo e scorta.... Intorno a tutta sta gente qui, in somma.
Avrei voglia di tornare alla base piuttosto che fare una missione dopo l’altra:
- Sai che, come negli aeri, nei sottomarini e strettamente vietato sparare. Ma qualcosa di pesante riesco ancora bene a metter la man de sora, Jenkins.... Sgomma...
Afferro di una mano decisa la chiave a manovella del centrale operativo e la brandisco sopra la mia testa come per buttarla, dopo una mira approssimativa, nella direzione di Jenkins, provando di colpire una parte vitale della sua fisionomia. Lui, prende riparo dietro la tavola delle carte, avendo buttato per aria, una pila di fogli di telex, efemera tenda di contro misure, dietro di quale è sparito... Sapendo che sarò ancora più furibondo contro lui, se mi lascia un tale casino in centrale, raccoglie sporadicamente gli fogli a sua portata, da dietro la sua protezione. Il secondo sorride girandosi di schiena, e i due addetti al timone di profondità e di direzione provano senza successo di conservare il loro serio.
- Nettuno stridente! Mondo Frowno, Opera di Amanda, Magic cigarettes, Hate you forever e dobbiamo rimanere in immersione per coprire queste uscite di Settembre/Ottobre??? Ma l'Intel vuole che faccio il lavoro a meta???
Del resto se rimango sott'acqua, l'equipaggio rimane anche lui e quindi devono smettere di ridere da subito. Sembra che uno squadrone di gruppi trentini vogliono tirare fuori un album prima di Natale e siamo anche in conoscenza delle attività recente di Kitchen Machine, magari Simone Gardumi e il suo compagno di sempre Giacobello, Bob and the Apple e Dmanisi sono stati visti ultimamente davanti a console e computer. E tutti sti qua ci fanno rimanere sul fondo fino a capo d'anno. La missione continua, e sembra che non rivedrò così presto il bar dei cavai, né il suo pilastro di bar, un fedele al Marzemino, sparando a caso sue verità agli quattro venti. Jenkins lascia il centrale a quattro zampe, dopo averci consegnato la lunga lista di visite obbligatorie imposte da l'Intel. Non abbiamo da andare né troppo profondo, né troppo lontano su questa missione: Un nucleo quasi famigliare di musicisti (universitari?) trentini avevano già formato la "Love Gang", l'indimenticabile "Terror Twilight" e suoi cambi storici di nome, e ultimamente "Saccharine". Gravitava intorno a tutto questo: "Botcha Panotcha" un duo esperimentale e poetico, da quale Riccardo Fichera progettava un ALTRO progetto parallelo con Giacomo Maturi e Ivan Malosso. E come al solito gli generi musicali, stili, tessiture, atmosfere di tutti questi progetti sono MOLTO diversi l'uno da l'altro, prova che varie combinazioni di musicisti possono dare risultati esotici. La copertina è di un altro giovane trentino: Elia Covolan, e rappresenta una faccia di tre quarti nel modo "ombre rappresentative post moderne" sul un bel fondo blu come l'oceano che ci circonda.
Atmosfere fiabesche, foschie chiare, incantesimi in agguato, "Youth games" definisce lo stile del Mini album. Quasi insondabile, tutto come il suono di chitarra, che riempie l'immensità dell’etere, in quale rimbalza una buona dosa di riverberazione, per aggiungere alla planata contemplativa suggerita. Una voce telefonata e di tonalità bassa ci guida serenamente verso il canto delle sirene di Maria Eleni Giuliani, storia di lasciarci andare del tutto.
Dopo questa bella apertura ci si continua nel cottone di un eco/riverberazione, che prende tutto lo spazio a disposizione, per trasportare "Hiding" sotto la volta di una cattedrale vuota, punteggiata dall’eco di una rullante digitale. Una specie di colonna sonora per caduta libera in Tutta alare con le immagini che passano al rallentatore, per avere il tempo di essere dettagliate.
C’è una curiosa atmosfera su la canzone “Tommy” La musica è solo un rumore strano che gira ripetutamente, ci si aggiunge una spiaggia di tastiere e due voci. Il doppio canto di Maria Eleni Giuliani e la voce di Ivan Malosso portano "Tommy" sopra la struttura ripetitiva della sua sequenza. Non c'è niente altro in questa canzone solo le due voci che si combinano, e lo fanno molto bene, a dire la verità.
"Meet again" sembra un po’ sollevato paragonato alle tre canzoni precedenti, nonostante il tempo medio delle sue sequenze meccaniche. "Tell me why, tell me why, you ask me last night, tell me why, I didn't last". Un esuberante ritmo programmato tira la canzone appoggiata ad una sequenza di bassi che disegna una tenda costante, in sotto fondo, mentre una scaletta di notte breve con un aspetto di suono di giocatolo, decora del suo decrescendo i ritornelli. L’aspetto generale della canzone rimane molto robotico e rifletta l’aspetto grezzo della sua programmazione.
Sollevato per essere sollevato, siamo francamente su il pezzo il più ballante del mini album: "Boy” è una traccia che si distacca del resto, dalla sua atmosfera diversa e dal suo ritornello, sostenuto dalla bella voce di Maria Eleni e rimane in mente, solo dalla sua semplicità. Peccato che sia una delle tracce più corte del EP con solo 2:38.
Notiamo anche un decrescendo nella lunghezza dei pezzi da l'inizio del EP, verso la sua fine. Solo 2:11, quindi per "Runaway", la sua chitarra garage, la sua voce nervosa e più rauca, che lascia il ricordo di un pezzo pop alla chiusura dell’album.
Non c'è niente da buttare in questa collezione di perline. Marco Ricci della Casa del Mirto firma il mixaggio e penso che altri gruppi regionali possono anche interessarsi al Remix di certe tracce, per portare molto più luce su questo trio e la loro corista. Magari perché meritano. Veramente.
Poi appariscono tre brani strumentali su soundcloud con il loro nome strano; Gums per il primo e due altri al nome di farmaceutici Maalox e Zerinol. Sono come piccole pillole senza canto senza Ivan Malosso che ha registrato la sua parte vocale per il mini album da Berlino. Non superare la dosa prescritta, potete somministrare a ragazzi di tutte le età, leggete attentamente il foglietto illustrativo. Zerinol per tutti
Ma Jones già si agita. Sembra che c’è attività sopra di noi….

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