Capitolo 107 Psychoanalisi album Musica per cervelli.

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Una bella settimana al sole, a l’ormeggio esterno della base Nibraforbe, per manutenzione e test ha fatto il più grande bene a l’equipaggio. Tanti volontari per ripassare una mano di grigio scuro sullo scafo, a respirare a l’aria aperta, altri a fumarsi la sigaretta, chiacchierando fra due colpi di pennello. L’Intel ha programmato la nostra uscita per domani e lascio il personale riposare al sole a fare il pieno di vitamina D. Il capo centrale e il secondo mi raggiungono sulla torre per un briefing:

- Che c’è nell’ordine di missione? Chiedo al Secondo.

- Psychoanalisi, un album di 8 tracce che dobbiamo cercare un po’ più a Nord, poi pieno sud o anche Sud Ovest, non sappiamo ancora, per “Goofy and the Goofers” tutti schedati, per ancora un album di 8 tracce…

Il Capo centrale aspetta che il secondo finisse il suo rapporto per sfornare suoi rumori di corridoio:

- Nel casin’ di rilevamenti de l’an’ passa, siamo passati accanto a l’album di “Perina”, sembra sia un 8 tracce che merita veramente.

- Nicola Perina? L’ex Camp Lion?

- Esatto! Poi gira, in una zona non definita, un trio… Yatus, sembra per un EP. Sto sul dossier con l’Intel prima di partire. E poi, l’Ammiraglio Giusy Elle è al corrente ma, un EP di Crinemia è uscito solo sull’tubo, pero… non sappiamo dov’è il vascello ammiraglio…

- Buon, avremo da fare. Si partirà domani prestissimo; taglio ormeggi alle 6, immersione alle 7. Rompere. Andate a prendere un po’ di sole anche voi….

… Sto leggendo il rapporto del capo centrale mentre l’ago di profondità mi segna 050. Abbiamo ancora tutti il sole di ieri in testa... ed è vero che il dossier di Pol Bertagnolli sta prendendo un po’ di spessore: già da “Congegno”, il progetto il più vicino allo stile del rilevamento che andiamo a cercare. “Pol” e suoi single Folk sparsi sul tubo, segue “Centromalessere” e un album importante “La sindrome del Uomo” e poi “Psychoanalisi” che stiamo cercando mentre facciamo strada nel 352. Due single sono stati rilasciati e illustrati sul Tubo; “Ansia pre parto” crea un trauma in Agosto 2018, con un video iperrealistico. Poi “Falsa evoluzione” ci dà un colpo nelle costole, verso Dicembre 2018. Mentre Jones cerca un segnale, il capo centrale mi completa un po’ di dati:

- Ci è scampata una traccia del periodo Folk di Pol: “Il pro irolo” che racconta la stagione dei veleni in Val di Non. Allora, abbiamo un trio con Pol al basso e canto, Fedri il suo fedele compagno, proveniente dal “Centromalessere” e uno non schedato, il batterista Zeta. L’album è stato registrato al "Bleach Studio" da Andrea Perini…

- Segnale nel 002, rotta nel 169, distanza 46 miglia, velocità 015, profondità 120. Trattamento firma sonar…. Sono loro, Psychoanalisi! Interviene Jones…

- Mettiamo tutto in moto, scendiamo a profondità 080, poi ferma propulsione. Ci passeranno sotto.

C’è uno riflesso naturale che consista a paragonare Congegno con Psychoanalisi, solo per situare la tendenza dell’album.  I punti comuni sono le introduzioni a referenze cinematografiche di inizio album e la presenza di Pol alla voce, basso e testi. Poi dal punk hardcore di Congegno ci si scivola verso il metal punkoide di Psychoanalisi. Notevole la presenza di un batterista che spara come una Gatling, una specie di Lance Armstong della doppia pedaliera, uno Charlie Gaul della tecnica “taco/punta” messa in bella evidenza durante la registrazione perché merita, perché la capacita vera di sparare a quel ritmo è un talento che richiede lavoro e perseveranza. La chitarra eleva un muro sonoro quasi incavalcabile, riempiendo la maggior parte del volume sonoro, spostando di pochi centimetri la vostra sedia verso il fondo sala ad ogni ripresa. Tocca solo a Pol di depositare suoi testi calibrati e pensati, quel tizio ha il senso della formula, la combinazione verbale giusta, l’immagine chiara generata da pochi concetti. La scrittura è il suo dominio, poi trona come Zeus, con il rumore del tuono fra le mani.

“Psychoanalisi” è un esempio puro della capacita mostruosa di Zeta a martellare come un mitra sui versi del brano.  La traccia sembra finire nello sfumato di un lungo accordo per riprendere, poco dopo, verso 3.40 e scandire il testo su un ritmo pesante. “C’e un disastro dentro la mia testa…”

Recente uscita in single “Falsa evoluzione” è portato dal suono pieno e ampiamente invadente della chitarra. Il genere è metal, il tono è rabbioso. Per fare sgonfiar la tortuosissima vene blu sul tempio, il tempo scala di un gradino verso 2.05 per un corto break. Strano che dopo la negazione già assurda dell’evoluzione Darwiniana, arriva la gran parata dei terra piatisti. Meraviglia! Oggi la comunicazione generalizzata permette a chiunque di salire in tribune, spendere soldi a valanga, per potere urlare senza vergogna al mondo intero: “Sono un idiota.”

“Avrei dovuto studiare Botanica” comincia come un classico pezzo metal e rimane in quel genere tutto allungo. Una canzone per spiegare giustamente che fra flora e fauna, la flora e la sola entità a sopravvivere danni dell’uomo su questo pianeta.  Eccolo “…il mondo che vincerà...”

Si riparte un po’ su di giri per la gioiosa traccia “Che io RIP” un bel rock punkoide per soddisfare la curiosità nascosta in certi di noi: Assistere al proprio funerale. Privilegio consentito, per incidente o volontaria mesa in scena, a meno umani che quelli andati nello spazio. Occasione unica di diventare “speciale e unico” al meno una volta.

Un basso cavernoso e grave apre “Silenzio” transizione strumentale poco superiore al minuto, che conduce al nervoso “Tritatutto” ancora qui un pezzo che mette avanti una batteria virtuosa di precisione e impressionante di velocità e potenza. Si esprime particolarmente nel ponte musicale dove i tre strumenti si sfogano allegramente, prima che la traccia sembra chiudersi verso 2.35, per ripartire

più forte ancora, e martellare “è un indigesta verità, la novità”. Il pezzo il più costruito dell’album.

La forte identità della grafica del video torna in mente con le note pure del basso, nell’introduzione di “Ansia pre parto”. E un pezzo che si articola su due schemi di ritmi diversi. Uno un po’ pesante nei versi, l’altro francamente punk hard core nei ritornelli. Il brano contiene passaggi parlati, ed altri isterici, su di giri, e fuori controllo. Il patchwork finale è coerente ed incolla a delle immagini troppo forte, che rimangono in mente come una cicatrice.

“La Strage” ci porta a ricordare che i più grandi crimini rimangono generalmente impuniti. “L’inferno Italiano è ancora al dente”.  L’elenco è spalmato fra le righe del testo, fra il rumore del treno che arriva, le esplosioni e urli della gente. La traccia è sconvolgente.

Psychoanalisi è qua per scrollarci, darci una mossa, e svegliarci a sberle. Credo che possono affermare: missione compiuta. Ci stano passando sotto, 40 metri più profondi, leggermente a dritta. Navigano nel buio totale, chi sa a quale profondità sono capace di scendere…

- Secondo?

- Comandi!

- Lasciamoli passare, li affido la manovra “Ivan il pazzo” poi mettiamoci pieno sud, risaliamo a 030.

- Aye aye sir!

- Jones?

- Signor sì!

- Cercheremo i guffini in zona… meta Horrible Snack, meta Magic cigarettes… chiamami direttamente in cabina al primo segnale.

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