Podcast disponibile QUI

Capitolo 168 Orcomondo album Soundtrack for imaginary Stories

Mi stavo aspettando a quello che stava per succedere: Appena più vicino alla superficie eravamo alla portata dei messaggi del Intel. L’interfono della mia cabina interrompe il mio momento di relax. E il Secondo:

- Ci mandano in caccia su un’uscita recente, Capitan. Strumentale …

- Arrivo subito.

L’ordine di missione ci dà un quadrante abbastanza preciso per andare ad annusare i fondi con la nostra strumentazione. Conosciamo la firma sonar perché c’è l’abbiamo in banca dati. Al capitolo 98, le nostre avventure subacquee, ci avevano portati verso “Brevi isolati rovesci a carattere temporalesco” un album al gusto di birra per intenditori, di quelli che si tengono il tappo per la collezione o come ricordo: “di quella n’e ho bevuto due.” Ma Jones interrompe la mia salivazione, al pensiero del doppio malto.

- Segnale, Capitan! credo che son loro, pero la firma sonar ha qualcosa di diverso, non quadra.

- Azimut e distanza?

- Nel 061, 24 miglia, profondità 025.

- Rotta nel 060, Strumentazione in funzione mentre ci avviciniamo, avanti 3 quarti. Capo, c’è un dossier completo? Credo che il telex stava masticando mentre son tornato in centrale. No?

- Esatto, son già pronto… Allora è uscito il primo di aprile 2021 "Soundtrack for imaginary Stories", una raccolta di 18 brani composti, suonati, registrati e masterizzati da Maurizio Facenda, degli "OrcoMondo". Scritto e registrato tra il 2009 ed il 2021, Mixato e Masterizzato da Maurizio Facenda, al CantinOne Studio a marzo 2021. L'album racchiude gli strumentali composti negli ultimi 13 anni per musicare alcuni video e documenta il percorso parallelo alla produzione rock più nota, alle prese con la sperimentazione più concettuale ed elettronica. L'artwork e la copertina dell'album è un’opera dell'Artista Angelo Demitri Morandini, con il quale Maurizio Facenda sta collaborando in questi mesi musicando una video installazione che sarà presentata alla Galleria Contempo di Pergine in una mostra programmata per il 10 giugno 2021. L'album sarà disponibile sulle principali piattaforme di distribuzione e streaming musicale. In occasione della mostra verrà stampata un’unica copia in vinile dell'album che verrà messa all'asta; parte del ricavato sarà devoluto in beneficenza.

Eccoci davanti a una raccolta di musiche composte appositamente per illustrare dei filmati, e qualche video. La disciplina richiede un’immersione nel senso dell’immagine, della collaborazione con il realizzatore per poi trascrivere le sensazioni proprie in suoni. Il viaggio nella disciplina scorre su l’arco di oltre un decennio, include l’acquisto progressivo di aggeggi digitali o analogici e l’apprendimento dei collegamenti necessari al loro funzionamento. La voglia di fare spinse all’isolamento nello studio per lunghe ore, prima di pubblicare il risultato: 5 Jingles, tracce corte, utilizzate come introduzioni o conclusioni ad un episodio e 14 colonne sonore destinate ad essere integrate alle immagini.

“Jingle No1” potrebbe essere il generico di un bollettino di informazione regionale. Con la sua sequenza che sparisce nel eco dopo la sua corte esistenza.

“The chase”, essendo tradotto come inseguimento ad alta velocita, è il pezzo il più vicino alla tendenza “Orcomondo”. Si appoggia su un ritmo programmato, e un basso che simbolizza il suono del motore, le chitarre sono una base regolare che danno l’aspetto virile dell’esercizio, lasciando come soggetto principale il lungo lamento delle tastiere che dipinge la velocita. Finale prevedibile; Starky e Hutch arrestano il fuggitivo…

“Sunset on little Lacy beach” è il più “Pink floydesco” brano del album. Questo lento etereo ricorda le planate psichedeliche degli anni 70 sul pianto lungo della famosa Stratocaster (1.26). Tastiere al suono “Strawberry field forever” scortano la traccia verso il suo finale.

Cartoni animati per i più piccoli! Andiamo a guardare le avventure delle paperine nel pollaio della fattoria di nonno Arrigo. Questo era il “Jingle numero 3”. Iha iha ho!

“Casuality Mass” sembra dipingere le atmosfere le più scure di questo opus. Uno striscio continuo di suoni di violini descrive un suspens alla Hitchcock, mentre violoncelli, più solenni, punteggiano gruppi di due note, per piombare l’ambiente sopra un ritmo cardiaco, sordo, basso e distante. Il cielo è basso e ci sembra camminare piano, di mezzo alle conseguenze di una catastrofe. Solo la fine del pezzo rivela la presenza filigrana di una sequenza, che cresceva, molto progressivamente in volume, dal 50 esimo secondo.

Arriviamo a “Code (3, 3, 6)” D’ora in poi possiamo liberamente accedere al condominio di Fam Facenda da subdolo rappresentante in aspira polvere: Il codice è 3, 3, 6… L’esercizio di stile presentato qui è una sequenza che ondeggia fra suono limpido e sonorità stordita, su ritmo anarchico di hand clapping e gran casa.

L’album è stato mescolato bene perché appare il “Jingle numero due” un suono di timpani programmato scorta un gruppo di tre note di sintetizzatore…

“7+7” subisce tutta una serie di progressioni interessanti. Parte da una base sintetica di suoni tubolari sfusi, che svagano dal canale destra a quello sinistra, per progressivamente accogliere campionamenti di voce, chitarre, poi percussioni ed in fine organo, su un ritmo agli accenti tropicali.

“Plastica” riprende accenti Rock per lasciare apparire brevemente una voce che sussurra un testo incomprensibile, presenza umana isolata di mezzo a chitarre ripetitive, sequenze ondeggianti e un basso intensamente presente.

“Data’s rain” rappresenta il lamento distante di una chitarra sulla superficie ritmata, ma aspra e angolosa di rumori sintetici.

“Jingle numero 5” arriva come un cane in un gioco di birilli. O piuttosto come una collana di paperine che seguono mamma per andare a barbottare nel laghetto della fattoria. Iha iha HO!

“Free monkeys” è una delle due tracce le più lunghe del album e prende il suo tempo per svilupparsi. Si appoggia inizialmente su un basso saturato e ripetitivo che impone la sua presenza di mezzo a un dialogo isterico di chitarre. Delle scimmie, fatte alla bocca, sembrano manifestare la loro approvazione. Si deve aspettare il terzo minuto per vedere le chitarre decollare e arpeggiare verso il finale, che riprende l’ossatura dell’introduzione.

Dalla lettura dei dati dello spettrometro “Streets (far from home)” mi risulta essere un loop di chitarre registrate poi assemblate sopra un basso costante che sgranocchia quattro note alla battuta. L’atmosfera descritta mi sembra oltre atlantica.

La logica e l’aritmetica ci portano il “Jingle numero quattro”. E adesso su Orco-Tivu le previsioni meteorologiche dell’aeronautica militare.

“The night before the battle” tradotto come la notte prima della battaglia e rappresentata da due chitarre elettriche che descrivono i preparativi, l’auto motivazione, lo sferragliamento, e la tensione dei novelli che si chiedono se questa notte sarà l’ultima.

“The nurse army” o l’esercito delle infermiere sembra illustrare il logico seguito della traccia precedente. I primi secondi su sottofondo di battito cardiaco, descrive lo stato di shock dopo una ferita e l’intervento coraggioso delle infermiere mentre proiettili sfrecciano lassù, in alto. Un fischio alla Morricone, percussioni metalliche e una chitarra folk, completano il quadro.

“End title” si posiziona logicamente come generico finale, è un bel lento calmo e contemplativo sollevato dal suono cristallino di un Glockenspiel che si espande nella riverberazione. Si sfuma senza troppo variare né di tema né di intensità, come per dare la buona notte.

Non spegnere ancora! c’è una traccia fantasma nel download digitale!  E un concertino di interferenze su un ritmo techno dance per zoveni.

Uno solo e unico esemplare è stato inciso su una Dubplate, un disco di vinile vergine su di quale una costosissima macchina incide il solco della musica rendendo l’oggetto unico. Questo disco sarà venduto a l’asta per beneficenza.  Jones come al solito ci fornisce altri motivi di nuotare nella freschezza oceanica:

- Segnale! Nel 340, rotta nel 270, distanza 19 miglia, velocita 3 nodi, profondità 015… nuova firma sonar in trattamento…

Commenti

Post popolari in questo blog