Capitolo 30 B Candirù EP “Delle pianeti e delle cose”

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Oltre passiamo il segnale di "Aria fresca" e già "Delle pianeti e delle cose" riempie lo schermo dello scop con un segnale chiaro e limpido. Un album solo, "Il Tivan d'acqua", precede questo secondo EP. Sei tracce in tutto e nonostante che lo stesso spirito è stato usato nella scrittura, la tessitura di "Delle pianeti e delle cose" rimane molto diversa. Dalla quasi sparizione delle percussioni, o del loro uso di sotto fondo, quasi ricoperti di battiti di chitarra acustica. Appariscono timidamente come un leggero battito di "piatto Ride" alla fine di "Origami", o un colpo di cassa sulla nuova versione di "Andrea Gail", magari battiti di tamburino mezza luna su "Terremoto" e su "Havana". Niente di più. Mi manca quasi la presenza sottile e tempestiva della batteria di Jo Barba su quest'album, magari deve essere preso dalla sua telecamera.  Le tastiere invece prendono molto più di spazio. Anzi... Sono su tutte le tracce. A guardare i "credits" su l'anta interna ci si capisce meglio: Roberto La Fauci: chitarra acustica, banjo, Mellotron, Fender Rhodes, sequenze, e l'inossidabile Francesco Camin: chitarra acustica. Candirù cambia giacca e "Delle pianeti e delle cose" si distacca dal destino del suo fratello maggiore.

"Origami" quindi... Ecco la storia di un Pinocchio di carta a forma di cigno, che scampa dalle mani del suo Geppetto giapponese per prendere vita: " Dicono non possa stare lassù, timido contro vento, ma un foglio a quadri vestito da gru, prova l'incanto." La canzone si impone subito come una composizione maestrale e matura e come il titolo faro dell’album. Potrà, senza discutere, rimanere allungo nella playlist live dell’artista ad anni di distanza. Perché forza al rispetto.

Nuova versione di Andrea Gail più calma da l’iniezione jazz inserita dalla chitarra elettrica e dal ritmo leggermente più rapido imposto dalla batteria della versione del "Tivan". Pero prende tantissimo dalle fluttuazioni della tastiera che appare e sparisce, con un suono quasi buffo, nel corso della canzone. Veramente una grande idea e un colpo geniale che aggiunge al lato gioioso della traccia.

"Atlantide" dà i primi consigli di moda: “le righe vestono meglio sulla lana che sull'elastan.” Appare una voce durante il ritornello che sembra essere quella di una dona, talmente è alta e posata bene. Ma nessun dona appare nei "credits". Metto un’deca su Camin un ottavo de sora. Magari perché ho un’deca da perder...

"Terremoto", portato da cima a fondo, dal suono del Fender Rhodes, descrive in qualche modo chi gioca, ma anche chi non sa perdere al gioco. Sarebbe magari tempo di mettere un punto di domanda sull’deca messo sul tavolo, e far il signore lasciandolo andare, e brontolare dietro le quinte. Magari barrando leggermente mettendo un po’ di adesivo tra le carte, che si alzano in castello, a fine di resistere al terremoto. Fai tu... Io, ho perso il deca... No? Ho vinto? Non è più tempo di dire "lo sapevo" dietro una tenda di punti di domanda. E il piacere del gioco.

Non so quale titolo sarà dato a "Fernweh" su l'album, parola tedesca che a poche traduzioni in altre lingue, nessuna in inglese, né in francese. Nostalgia di casa o anche voglia di partire viaggiare, distacco del pensiero dal corpo, che se ne va svagare, voglia di non restare qui in somma.

Come vestire l'Havana di neve il tempo di una foto da tenere preziosamente. Poi innamorarsi sull’ultima traccia, al luna park per la San Prospero, da chi tende zucchero filato a chi le dona dosi di normalità e qualche cent. Mi perderei nelle sue mani sopporterei denti cariati. Ma dimmi i denti cariati li sopporterei su di te, colpa dello zucchero filato, o anche su di lei???

In fine di tutto, Candirù rimane Candirù, anche se la formula cambia. Poi lo spirito rimane anche lui, come una direzione definita sul compasso, dall’inizio della strada tracciata dagli "Wooden collective": facciamo nel legno, nell’organico, nel vero, con questi testi che ti impongono una fermata per pensare, cercare, analizzare. E tutto come Francesco Camin, dovrebbe giocare in prima divisione nazionale, talmente la qualità, lo spirito e la composizione sono di alto livello.

- Me sento pronto a tornare alla base.... Secondo?

- Comandi!

- Riporta il Wyznoscafo sul gavitello precedentemente lasciato in posizione. Facciamo un gancio verso queste nuove tastiere a forma di scacchiere.

- Da subit Capitan....

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