Capitolo 50a Little Finger album Aches

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Siamo sulla via di ritorno verso la base Nibraforbe quando, al momento in quale sto per lasciare il centrale, una voce esclama dal locale Sonar:

- Interferenza!

- Binario Morto? Chiedo (come al solito)

- Erhmm... no, capitan.... è lungo come un album, ma non è pubblicato come un album, è un segnale che proviene dal tubo ma non ci sono pubblicazioni ufficiali...  è in due parte... si chiama “Aches” e proviene dagli “Little finger” ...

- Decoder audio e Doppler su questo obiettivo, Secondo?

- Aye aye sir!

- Localizzare la posizione e giriamo intorno a mezza-miglia, avanti 0.5. Capo centrale? Scanner e spettrometro, comminiamo da subit...

- Aye aye sir!

Niente pubblicità, niente annuncio, niente copie fisiche, solo un inserto discreto su la pagina facebook del gruppo: “Ciao, pubblichiamo interamente su YouTube l'album ACHES. Lo trovate suddiviso in due parti; Lato A e Lato B, di quattro brani ciascuno. Ascoltatelo, gustatelo e amatelo.”

Cosa ne sarà dal gruppo? Perché non pubblicare copie fisiche? C’è della separazione nell’aria? Tengo fortemente a sperare che Little finger pubblicherà un terzo album l’anno prossimo, perché non voglio, in fondo a me, vedere un altro binomio di piccoli geni sparire. Otterloop mi è bastato come brutta notizia per il 2016, grazie...

Per le evoluzioni del magico duo Sardagnolo-Vasuganese eravamo rimasti alla diffusione di “Panic dump” come uscita single nel Marzo 2014. Poi arrivano “Well” in giugno dello stesso anno, e “Trust issues” nel gennaio di 2015, sempre sul tubo, e ritroviamo fortunatamente queste due ultime tracce a l’inizio dell’album.

“Well” ... Il ritmo metronomo a due toni è la trama del pezzo, una frase buffa aggiunge un ciuffo ribelle alla misura, fino al ritornello a due voci. Poi, percussioni vocali portano a l’assolo finale di chitarra con baffi, alla moda Valsuganese.

Il canto entra direttamente su “Trust issues” ed è il suo ritmo medio che riporta l’attenzione sul canto: “It’s time to wake up!” Dopo il secondo minuto il ritmo quasi funky della chitarra, alza la traccia verso cadenze ballabili.

“Nail by Nail” campa nello slowmo, nell’elettropop: “Eh, eh, eh, I lost my calm, I lost my way” conduce ad un assolo di chitarra spettinato, ma sempre nello spirito del gruppo.

Allora, cosa è questa nuova redenzione? Quella che apre un gran spazio dopo il primo minuto di “Rocket”: Delle note sfuse vorticano nell’eco di un ritmo fatto al woodblock, nel respiro meccanico di un Dark Vador locale. A sentirlo ripetutamente questo è il momento il più affascinante dell’album: Un gran bel pezzo.

“Get ready now”, si campa in un ritmo alla “De la soul” della meta anni 90’s or “Day 1” degli 2000’s. “This is not the end this is a new beginning, a restart”. Il momento magico di questa traccia viene nelle armonie generate nelle sequenze dopo il ritornello.  Bel lavoro.

Poi L’ombra dei Nibraforbe plana sopra, lo stupendo “Look around”, Simone, da solo al canto, dà lo spessore dovuto a questa traccia, profumata di “Depeche Mode” del periodo “Some great reward”. Una buona ripresa degli “Kraftwerk” appare un po’ fuori posto nell’album, visto la stupenda capacita di scritture del paio Alessandro Carmelo /Simone Gardumi: Sono sempre originali, geniali e inaspettati, sanno sorprendere ma conservare il loro marchio di fabbrica. Comunque una cover da sentire come un omaggio al precursore elettronico che ha scombussolato anche la mia gioventù. 

Chiusura magica di album con una traccia quasi folk alla chitarra “All the things”. Un arpeggio di due note semplice plana sopra una sequenza: una nota ripetuta e semplice, segue gli accordi senza annoiare. È tutto fluido, scorrevole, grazioso, magico. Fare del bello con quasi niente. Tiro la mia reverenza e mi inchino basso. E poi rimani li, perché ne vuoi ancora, talmente il retrogusto è piacevole. Questo è il migliore album del duo e ci devono assolutamente esserne altri. Magari dobbiamo semplicemente trasformarci anche noi in “Ladri autorizzati” per scaricare selvaggiamente e con la benedizione del duo, il contenuto di “Aches” nelle nostre memorie digitali, prima che sparisce tutto???

- Segnale di un trio Rock indus, Capitan! Nel 045, profondità 100, velocità 20 nodi.... scandisce Jones!

- E chi sono, sti qua?

- Reversibile, Capitan!

- Nen da veder, dai!

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