Doveva essere una missione della domenica, quasi una passeggiata. L’Intel ci invia tre tracce dei Fucsia, il duo elettro-chitarra-batteria di Simone Gottardi. Un progetto parallelo dell' Opera di Amanda. Siamo in un transito quasi di routine quando l’allarme ci tira tutti fuori dalla tranquilla monotonia di questa immersione. Jones, al sonar, è il primo ad accorgersi di qualcosa:
- Segnale nel 175, distanza 200 metri, stessa profondità... Viene da dietro!
- Trattamento segnale acustico, conservare rotta, velocità e profondità.
- Ed è enorme Capitan! È il vascello ammiraglio del Electric Duo Project... stessa rotta, stessa velocità, stessa profondità. È arrivato accanto a noi.
Nettuno stridente! Adesso che siamo fatti come topi, bisognava rendersi conto che non potevamo farla così a lungo al naso e alla barba dell’Ammiraglio Giusy Elle, senza farci beccare. Doveva succedere un giorno o l’altro... E quel giorno era oggi. Non è proprio permesso avventurarsi in certe acque territoriali senza rischiare di prendersi la sculacciata dovuta. Siamo stati presi con le mani nel sacco e dovevo sicuramente calar le braghe per accogliere la frusta ammiraglia sulla mia morbida parte anatomica. Che figuraccia... Proprio il giorno in quale indosso il tanga.... Un colpo, e un colpo unico del sonar ammiraglio, invade tonante la totalità del Wyznoscafo... Sarà un abbordaggio...
- Risale 5 gradi sull'asse, annuncia Jones.
- Risaliamo anche noi di 5 gradi su questa stessa rotta e fermiamo la propulsione.
- Segnale DSRV in avvicinamento... (Deep Submergence Rescue Vehicle)
- Viene qui? Chiede il secondo.
- E già per strada, carissimo, e non voglio che l’equipaggio veda quello che sta per succedere... Sgombrare il centrale!!! Rimangono soltanto il secondo, il capo centrale e Jones, tutti gli altri: Via!
I bip ravvicinati del DSRV scandiscono il tempo dell'evacuazione fino al rumoroso docking del mezzo sopra il nostro boccaporto. Prendo la chiave a manovella per i segnali di procedura:
- Pam papapa pam... batte Giusy vittoriosa e scherzosa.
- Pum... pum... rispondo come un cane bagnato.
Apro il boccaporto per sentirla arringare a squarcia gola:
- Wyznooooooooooooo! Bruffolazzo ortografico! Pagliaccio grammaticale! Verme della sintassi in decomposizione! Lobotomizzato degli accenti! Foruncolo linguistico! Mucca spagnola della lingua di Dante! Finalmente ti becco, mio vecchio lupo di mare!!!
Certe volte penso che il mio più grande completamento è rimanere lì, bello zitto.
- Aaaah Aaaaah! Bestione... Eccoti finalmente alla mia portata! Allora, già... complimenti per avermi ingannata per la recensione dei Loyal Wankers: Gran colpo, maestrale, bravo! Stessa cosa per Maria Devigili e i Death by Pleasure. Sai giocarla fine e mi piace. Però occhio agli Otterloop, se no lì, mi arrabbio davvero, ok?
- Grazie... e... ok.
- Però da Ammiraglio, sai, sono molto più impegnata, quindi certe volte mi fai anche comodo, vecchio petomane! Del resto son venuta a visitare la tua lattina d’acciaio con la Martina del UndergroundZine... Ostia, c’è odore da maschio qua dentro...
Sì facendo mi afferra la guancia tra il pollice e l’indice e ci dà un mezzo giro... Fa un male boia. Ma non mi muovo.
- Ciao Martina... (lei, risponde con un timido gesto della mano).
- Allora sei sulla traccia dei “Fucsia” ... eh? Quelli navigano in mari comuni a noi due, quindi non pestare troppo le mie aiuole... Ti sto in scia dalla tua uscita dalla base di Nibraforbe.
Una voce arriva dal DSRV... Sono visibilmente collegati con il vascello ammiraglio:
- Ammiraglio Elle? Gli OvO l’hanno personalmente invitata ad un pic nic/intervista presso il lago di Levico... cosa rispondo?
- Ahem... Eeeeeh.... un minuto. (Verso di me a bassa voce) Vecchio furbacchione, sei fortunato... sembra che ho da fare e il dovere mi chiama. Per questa volta passami il reso conto che metto due virgolette a posto, è materiale da pubblicare, roba tosta! (verso il DSRV) Sgombrare! Via subito! Preparare il set da pic nic e due bottiglie di Schiava!
Nel minuto che segue restiamo da soli con un po' di musica da ascoltare... infatti l’Ammiraglio ha lasciato cadere di tasca una chiavetta USB con qualche MP3 dentro: Phoenix Can Die, Bologna... quei due son fuori dalla nostra giurisdizione però faccio man bassa sul contenuto. Tanto siamo a poche miglia dal rilevamento e giusto il tempo di richiamare l’equipaggio nel centrale che siamo già su “Lazy Electron”.
- Capitan, hanno quasi la stessa firma sonar dei...
- ... Resando... Sento bene Jones, sento bene.
Incrociamo la prima traccia rilasciata dal duo a l’inizio dell’anno 2016 chiamata “Two is better”. Attualmente ne esistono tre versioni; la prima versione originale del 2015 è disponibile gratuitamente su soundcloud è la versione la più rock e diretta di questo strumentale. Sembra registrata in casa ma è di eccellente qualità sonora, la traccia comporta qualche sovraincisione che sono parole estratte da film e documentari numerizzate e registrate, poi suonate dal octopad della batteria. La seconda è la versione rimasterizzata del 2016 e precede di poco il mini album. Sembra venire da uno studio e comporta campionamenti vocali e rumori diversi dalla prima versione. Il suono è più pulito ma meno mordente che la prima. La terza versione è un Remix di Findut Poteidone, il bassista e vocalista dei Supercanifradiciadespiaredosi, che si è sfogato sul contenuto del pezzo.
“Laser” si riveste in fatti di sonorità, tessiture e stile quasi identici alla famosa band che lasciò le montagne trentine per orientarsi verso un destino professionale a Londra. Atto coraggioso e testimone di una determinazione forte: “Una volta arrivato nel nuovo Mondo, Cortez bruciò le sue navi e l’equipaggio si mostrò più che motivato ad andare avanti”. Poche notizie dei Resando dal ritorno di Michele Ceola (basso) in Trentino: la loro pagina facebook contiene oramai un nome solo... “Fucsia” è lontano dal copiare il suo fratello maggiore... Però la miscela tastiere-chitarra-batteria e la voglia di suonare rock, ricorda subito a questa band, e la voce di Simone lo conferma. Una chitarra potente e corposa assume un ruolo determinante nel muro sonoro che ci viene proposto. Quasi all’opposto dei Phoenix Can Die, dove le tastiere sono più presenti e pilotate dalla chitarra tramite connessione midi. Simone porta qui il suo stile già in atto nell'Opera di Amanda per firmare il tutto con Paolo Brugnara alla batteria e campionamenti. Notare che Michangelo di Cia, colui che gravita anche intorno agli Exercoma e il loro “Mondo blu”, firma qui un video (CGI) in immagini generate da computer a supporto della traccia.
“Something More” si campa sulla stessa miscela di ingredienti. Siamo nel rock industriale, quello ben proporzionato. Il giusto bilanciamento fra macchine, chitarre rabbiose e batteria organica. L'Elettronica prende il sopravvento per sollevare il ritornello di un gradino (1:14) mentre i cori programmati aggiungono un bell'effetto, una bella raffica sincopata di batteria per concludere la traccia su un finale muscoloso e potente. La mia traccia preferita, a dire la verità.
L’Ultima sudata dell'album è “Improve” che scala nel tempo senza diventare proprio un lento. Si orienta piuttosto sul pesante, come una forza inesorabile, ma che avanza a passo d’uomo. La voce di Simone è sostenuta da un'eco a lungo periodo. Un respiro penoso e un campanello di cucina sono gli accessori che colorano la scena, come per significare che il piatto è pronto da portare in sala: Si sbrighi cameriere, è caldo!... Poi a 2:20 una sequenza ossessiva crea una frontiera verso la parte strumentale del pezzo e mette in evidenza una batteria prepotente che porta la traccia verso l’inchiodata finale. Troppo corto questo disco, non abbastanza, ancora, ancora... vi prego!
Per chi vuole veramente possedere tutte le registrazioni dell’effimero gruppo, rimane magari il loro migliore brano, il più ballante, il più ossessivamente affascinante, chiamato Seasons. Dominio dei campionamenti e dei programmi nella sua prima parte il brano si libera intorno a una chitarra ripetitiva ma liberatoria nella seconda parte. Il mio pezzo preferito del gruppo.
Così siamo stati razziati da vicino oggi, siamo passati accanto alla corregionale. Adesso rimane soltanto che l’EDP apra i suoi orizzonti verso gruppi elettro/chitarra come i Little Fingers, per esempio. Chissà chi non la passerà liscia la prossima volta! Intanto quei Bolognesi dei Phoenix Can Die dormono a bordo, stasera....
- Secondo, lasciamo un gavitello di fondo su questa posizione e prepariamoci a far superficie per entrare alla base Nibraforbe....

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