Capitolo 46 Enciclopedia Musicale Trentina Vol 1
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Il livello dell’acqua si abbassa nel tubo lancia siluro, attraverso il quale mi sono re-introdotto nel Wyznoscafo. Fra poco mi tireranno fuori del microscafo e tornerò a sedermi nella poltrona del centrale.  C’è un odore di birra abbordo e noto che il sottomarino a cambiato azimut durante la mia esplorazione nelle Giudicarie. Quindi mentre ero su Silent Carrion, sono andati a far un giro “alla mia insaputa”.

- C’è del nuovo? Chiedo ingenuo, notizie da l’Intel? Movimenti in zona? Messaggi sulla rete flash? Come sta Stefano?

- Bene, sta benone e vi saluta del res... il secondo si accorge di essere stato beccato.

- Allora cosi siamo stati a l’albergo Ideal per il festival della birra??? Spero che vi siete diverti. Io ho in programma una serie di ispezione a sorpresa di ogni compartimento del Wyznoscafo e rogne se trovo una macchia da qualche banda. Poi, varda cosa esce del telex sulla rete flash: Compilazione di tre ore di Musica Trentina proveniente dal vascello ammiraglio di superficie “Band Underground Trentine” dell’ammiraglio Martina Tosi. Allora rimaniamo in immersione su quel colpo finché l’abbiamo digerito tutto, anche in due o tre volte. Secondo! Il comandante di questa nave vuole sentire sudore a bordo, invece di birra negli i giorni seguenti. Lucidatemi la sala macchina che inizio l’ispezione lì! LUCIDARE! La festa è finita... Cominciamo! ci sono 48 tracce da trattare...

L’ammiraglio Tosi ha fatto sforzi tellurici per radunare dati su tutti gruppi regionali e compilare tracce giudiziosamente disposte in ordine alfabetico. La difficoltà primordiale è trovare gruppi che vogliono almeno rispondere a l’invito. Come i gruppi a quale L’Intel ha mandato un questionario per entrare nel database musicale Trentino e che non hanno risposto. Ci sono ovviamente nella lista, gruppi più che famigliari, altri nominati qua e là sulla pagina del capitan, ma senza recensione da parte nostra, e poi i nuovi arrivati nel fascio del nostro sonar. Ci sono dei gruppi che dovrebbero avere un destino nazionale come I Rebel Rootz o ancora Howling Pussy experience. Quelli ad un altissimo livello in un genere gore come Out of resort, quelli che cantano come un gatto giù da una grondaia, altri veramente stereotipati. Ci sono delle buone sorprese: The Contraband, Dystopia, Maude, Yellow Atmospheres... e certi di quale ho sentito parlare, ma mai ascoltati; I Plebei, Beavers from Mars, poi tutti quelli che ritrovo con piacere. Ma bravissimi o un po’ originali rappresentano la musica Trentina. Poi bravi o no, hanno il coraggio di scrivere materiale loro, salire sul palco e suonarlo. Certi faranno enormi progressi e sconvolgeranno nel futuro un’udienza rimasta finora indifferente. Sono tutti li... socialmente indispensabili, a qualsiasi livello si trovano. Tutto come noi, siamo in viaggio a l’interno della loro propria esperienza... L’importante è viaggiare.

11x2=22 sono alfabeticamente in cima a tutte memorie digitali su di quale sono presenti. Martina e Giusy rimangono originali nel settore classico della poesia su musica: Dopo il primo minuto la chitarra elettrica sa disequilibrarsi abbastanza per portare “Nebbia” fuori dei sentieri battuti. Un cambio atmosfera che riconosco tutti giorni, perché l’archivio del Wyznoscafo suona “Nebbia” tutte le mattine da più di un anno.

Di ritorno della Norvegia gli Animali Strani danno del punch a chi vuole riceverne. L’invito di una brava cantante su questa traccia non è sufficiente per coprire vocali maschili che spettinano seriamente. 

E con un bel ciuffo di capelli ormai ricci che contemplo un clone dei Supercanifradiciadespiaredosi o per farla corta; una altra formazione a due bassi e batteria. Gli “Animavana” sembrano un trio pieno di umorismo e gioia di suonare. Al meno utilizzano la stessa fonte di teatralità per andare “più veloce, più veloce”. La struttura di “Pachamama” sa cambiare fra ritmi punk, rock e reggae per impacchettare questa traccia originale. Un’entità da seguire.

Beavers from Mars” sono abbastanza educati da lasciare il loro “cock into the coctail” su questo blues quasi classico nella sua forma, nell’odore di un Led zep degli anni 70. La cosa prende un po’ più rilievo dopo l’assolo di chitarra, il cambio di ritmo, la zona calma, il ritorno di tutta la band sul fronte. Classico, quasi “già fatto”, ma efficace se fatto bene.

Blow out” fanno nel Metal pesante. Riconosco una tonalità vocale che cerca di avvicinarsi a quella di James Hetfield di Metallica. Pero sono quasi 35 anni che non ascolto più questo genere musicale e manco totalmente di parole per descrivere quello che sento. So solamente che tutti buoni citadoni sono convinti che sacrificano animaletti su un altare pagano in sala prova per scrivere canzoni col sangue dell’animale, solo per questo mi sento un po’ vicino al gruppo.

Clara can’t escape” attira l’attenzione, la maggior parte delle idee creative portate avanti qui denotano la presenza di germogli interessanti. L’ archivio del loro primo EP 5 tracce nella data base del nostro sommergibile trova, in questo, una buona ragione. Ecco un gruppo che potrebbe avvantaggiarsi di esprimersi in madre lingua. Ma c’è un salto da fare... Dai, fatte una chiamata agli “Next Point” che l’hanno fatto poco fa, per sentire un po’ com’ è...

Golem” riporta sul davanti del palco tre membri dei Squirties, e Jacopo Broseghini. Jacopo si incrocia spesso in varie collaborazioni con altri gruppi. E letteralmente da per tutto: per esempio guardo il profilo facebook di “The contraband” e lo trovo al basso in un video. A chiedersi se possiede due minuti di vita privata nell’arco della giornata. I tre sQuirties invece portano la loro tendenza a svitare piuttosto che camparsi su un binario: “Dmanisi” propone quindi un rock che non entra nelle varie scatole di classificazione comune al genere. Hanno proprio uno stile tutto loro; anti conformista ed originale.

Guardo con tenerezza, cioè con uno sguardo girato verso miei vent’anni, la grinta di “Dust in your eyes”. Sembra che oltre a far musica puzzano allegramente, se mi riferisco al loro inserto nell’Enciclopedia e alla loro clamorosa dichiarazione della loro pagina facebook.  Musicalmente sono nel punk il più tradizionale, sia nel suono, che nel contenuto. Sorprendente ponte musicale più lento che porta la traccia a quasi 5 minuti. Li prometto un pogo alla mia prossima visita.

Dystopia” si impongono direttamente come un’entità precisa, seria e potente su “Master of papa”. A dire la verità “Timor hospitii” era già apparso nel faccio del nostro sonar senza provocare entusiasmo. Sicuramente perché troppo vicino al genere rap a quale sono quasi allergico. Con questa traccia hanno il merito di rimettere gli orologi a l’ora giusta ed imporsi come un’entità degna di considerazione. Sembra che 4 tracce sono state già registrate e che 2016 porterà un album. Non posso essere più in fase con il contenuto della canzone e applaudo a l’esecuzione del pezzo. Trasuda ore di prove, tenacità e lavoro. Dystopia è degenerazione di un'ideale. Dystopia è il racconto di un incubo. Dystopia è normalità.

Fango” era il primo gruppo ad oltre passare l’Intel ed a bussare direttamente al boccaporto del sommergibile per manifestare la sua presenza, già a l’epoca delle prime missioni. Mi ricordo precisamente la mossa e la voglia di tuffarmi intensamente nella loro produzione per scrivere la recensione dopo avere ascoltato in loop i due EP al meno 30 volte... da quel momento niente di nuovo. Solo la prima traccia di “Icarus” che riappare li, quasi per dire; ci siamo ancora... pero se leggete queste righe ragazzi, tenetemi al corrente di quello che fate... anni sono lunghi. Sono anche lì per voi....

Cosa dire dell’inossidabile Lalù? Quel recordman assoluto di lettori di recensione sulla pagina del capitan con quasi 1500. Cosa dire dell’inossidabile Lalù???? Dirigetevi verso il video “cosa darei” su you tube che ha raccolto il consenso del ministero della famiglia e del comitato per il ritorno del rosso al lago di Tovel.

Fucsia” propone un lento estratto dal suo EP tre tracce “Lazy electron”. Siamo sull’orlo del rock indus.  Mi ricordano Resando. Poi Simone è un musicista già maturo e che potrà sicuramente ancora bonificarsi col tempo. Non posso pregarli di più, a scrivere qualcosa da riempire un album. Quelli due non possono decentemente sbagliarsi a comporre qualcosa.

Geisterchor” è un mostro a tre teste dalle Giudicarie. Oltre a Tom Strong, c’è un certo Armani e un certo Nicolini nella formazione, scampati dal “Eco del baratro” una garanzia di originalità e di contro corrente. Sicuramente ci si ballerà su questo tipo di musica nelle feste di compleanno di adolescenti nella seconda metà del 21 imo secolo. Bisogna solo aspettare.

Ballare... non c’è bisogno di spingere troppo per farlo su “Mescalina”. Viene da sé. Questo pezzo si siede bene nel genere Groovy Rock, che agisce sotto la cintura. Poi penso che la voce Di Enrico ha viaggiato da “Five seasons” a “Brownie Chocolate Explosion” e gli “Howling pussy experience” e deve sboccare più in alto... molto più in alto. Poi che sia con una o l’altra delle due formazioni è circondato da musicisti di alto livello.  Oggi il video su You tube è a solo 980 visioni... hmm…

I Plebei” appariscono come per sorpresa un po’ jazzy folk e terribilmente popolare con la canzone: “Il Ballo delle monache”. Basta lasciarsi guidare dalla fisarmonica e dalla presenza del cantante Vincenzo Palombo “Eterna è la tensione” è un album del 2016 proveremo di fare una missione su quel soggetto se il tempo c’è lo permette.

Conclusione a queste prime 16 tracce “Lady blue eyes” lasciano una spiaggia di calma e di serenità. Ci riportano quasi in un jazz club del Hollywood del dopo guerra. Atmosfera alla “Blue moon”, basta lasciarsi portare dalla bella voce di Giulia Castorina. Purtroppo al momento in quale scrivo, la loro pagina facebook annuncia: “Ciao a tutti, purtroppo vi comunichiamo che per divergenze artistiche il gruppo interrompe la propria attività. Grazie a tutti per il sostegno, ci vediamo in altri lidi.” Divergiamo...

 

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