Capitolo 65 Horrible Snack album “The moon is a biscuit and rises over Monte Brione”
- Capitan, so che stiamo tornando alla base Nibraforbe, ma ho un segnale interferente generale...
- Interferenza???Binario morto?
- Hmm... no... Viene da tutte le direzioni... meglio se prende le cuffie, Capitan...
Mi metto le cuffie in testa... c’è un baccano incredibile.
- [...] Cos’ è sto “despacito”, dispiaciuto, disparato, da tutte le parte? A la salsa Hard, rock, rap, jazz, nonnine che ballano su facebook, bonazze in mezze a scariche, e tutti a far cover, di qua e di la???... Jones, registrami lo spettro del segnale e creami un filtro su questa frequenza e su tutte le armoniche scendente e ascendente dallo spettro, che navighiamo tranquilli.
- Aye aye, sir!
- Poi queste isterie musicali estive sono sempre una diversione per nascondere qualcosa di più importante tipo: “Andate a ballare mentre stiamo alzando gli tassi di interesse di un punto” o qualcosa del genere... Capisce? Se io voglio rubarti qualcosa in tasca con la mano sinistra, con la destra ti faccio valla-varda-li-che-le-bel... eh! Sveglia!!! C’è qualcosa per aria? (per acqua) che non so... Capo centrale! Giro raccolta di segnali da gavitelli! Secondo! Ivan il pazzo subito! Li lascio la manovra. Jenkins! Tagliati i cavei! E accendi la strumentazione...
Ivan il Pazzo non è finito che:
- Siamo seguiti! Esclama Jones! Firma sonar dei Horrible Snack! Sembra che ci stanno de drio da n’pezot!
- Ecco cosa c’era di importante! Decoder audio in parallelo. Scanner, interferometro e doppler! Cominciamo da subit!
I fratelli Omezolli e Gioele Mallorca ci stanno seguendo da febbraio... Esattamente da quando la Demo di “The moon is a biscuit and rises over Monte Brione” è uscita. Pochi privilegiati hanno avuto accesso a questa registrazione artigianale ma l’archivio del Wyznoscafo ne rinserra una copia sotto la custodia del Capo centrale. Ecco la ragione per quale abbiamo messo il decoder audio in parallelo. Pero l’unica cosa che l’ascolto concomitante, delle due registrazioni, ci può rivelare che il trio prova a tutti costi di non assomigliare a nessuno. E ci mettono tutta la loro energia. Questo si manifesta nel fatto di includere tutti trucchi del mestiere, nello scrivere della partitura, includendo stacchi olimpici, breaks micidiali, accordi saturniani, note sincopate su accordi dissonanti, cambi di ritmi quantistici. Se ci fosse possibilità di distaccarsi dal branco dei gruppi rock o punk, scavando un tunnel dalla fine di una canzone verso l’inizio, i Horrible snack sarebbero vestiti da minatori da un bel pezzo. Poi non so dove sono andati a pescare un tipo come Lorenzo Doppia F per condurre le registrazioni, visto le tecniche impiegate per registrare l’album. Del resto un commento facebook come: “Piff, miglior fonico punk italiano” pizzica la mia curiosità. Poi, le foto pubblicate sulla pagina facebook del trio, danno un odore di esperienza e chilometraggio a questa faccenda.
“An indian alcoholist” apre l’opus con la carica dovuta ed evidenza al meglio il fatto che Seba si è totalmente impadronito del suo strumento e le raffiche che la sua rullante riceve sono qui per testimoniare. Poi, sembra che gli due fratelli hanno un solo e unico passa tempo, durante il quale non hanno paura di scambiarsi gli strumenti, e lo provano durante il loro passaggio su Balcony TV . La canzone ritiene veramente l’attenzione nella seconda meta verso 1.30 quando Seba sostiene della voce il canto del fratello per portare la traccia fino alla sua conclusione.
“Until {Time} [[[1.2.3:[]” propone uno spazio de-cucito e ricucito, non seguendo le righe. Gli stacchi sanno smembrarsi per ricomporsi. Questo difficile esercizio di stile e portato avanti con una mano sicura, non si sentono esitazioni. Il gruppo lavora sodo su quello che crea. Bel pezzo innovativo.
“Abstract Empathy” stupisce dalla sua introduzione quasi dinamica che decresce nel tempo per camparsi, in un modo particolare, su un tempo calmo. Anche qua ci si esplora i sentieri laterali e le chitarre e voci svagano in cambi di ritmo, battute destrutturate, assoli dissonanti. C’è sempre una dose di originalità rinserrata su ogni pezzo.
“Moons are biscuits” dimostra il lavoro della registrazione guidata da “Piff” paragonato alla versione demo; è molto più ordinato e pulito. Lorenzo ha saputo canalizzare l’energia del trio. Una bella batteria decisa e precisa, introduce una voce un po’ meno aggressiva che sulla demo. La traccia ha qualche odore di Hendrix verso 1.35 che è da non crederci.
“Monte Brione” ha la struttura la più classica dell’album. Non è troppo punk, ma si orienta verso il pop, nonostante un avvicinamento quasi progressista nella sua costruzione e nell’assolo di chitarra. Sebastiano prende qua i suoi gradi di batterista, come su tutto l’album del resto... quasi, quasi preferisco i vocali della demo, che sanno avventurarsi un po’ più negli alti, sulla partitura di Sebastiano.
“Temptations are now coming from the West Harbour” è un tempo medio, quasi ballante, che perde leggermente essenza nell’ordine e la pulizia della registrazione. La versione demo arruffata e stonata nei canti, aggancia più l’orecchia e il chorus di chitarre su l’assolo, porta un disordine più interessante che la versione dell’album. Prova che le impulsioni creative non possono sempre stare in riga... senza perdere un po’ di emozioni nel processo.
“Egyptian Bawls” riparte su un tempo più dinamico (leggermente più rapido che sulla demo) e una voce più grintosa e ci guadagna tantissimo. Il suono è più chiaro e distinto. L’energia sprigionata è più mordente. Un’altra traccia con i fiochi e in cima, un bel finale.
“Bittersweet question” è un rock grintoso che si apre con un’introduzione a l’aspetto cacofonico, che sembra essere un ingrediente che il trio ama includere volentieri nelle sue composizioni. Nonostante l’apparente disordine dei suoni e l’aspetto dissonante della traccia, la partitura è lavorata ed eseguita con precisione, senza perdere un grammo di grinta. Un gran bel lavoro di Piff su questa traccia.
“Bipolarism” è un pezzo al gusto garage che lascia l’uditore svagare allungo al divago vocale di Edoardo. Poi lascia posto ad un’opera che si vuole maggiore nella sua durata e nella sua struttura. “When the spaceman watch the Spacestuttle burn” un pezzone di più di 10 minuti. L’opera audace nella sua durata si avvicina a pezzi rock dei anni 70 e si scompone in vari movimenti, come ogni gran pezzi progressista che si rispetta. Una domanda in sottofondo rimane: Perché un giovane gruppo come I “Horrible Snack” si attaccano ad opere del genere? Beh semplicemente perché possono farlo e proporre qualcosa che rimane composto e intero nonostante una struttura complessa, e vari movimenti di essenze diverse. La base di questo è la catastrofe del 28 gennaio 1986 in quale Challenger esplode dopo 73 secondi di volo. L’importante da trattenere qui è la miscela incredibile di influenze e modi di suonare questo pezzo: Rush, Pink Floyd e Led Zep per lo meno. Un po’ uno per la struttura, l’altro per le planate di chitarra, il terzo per la grinta messa avanti. Questa traccia ed importante per vari motivi. Sia per la destrutturazione del primo minuto, o per la capacita dell’uditore di immaginare varie fasi della tragedia attraverso le spiagge strumentale proposte. Varie in tessiture, come dopo il terzo minuto e mezzo, fino al sesto minuto. La traccia qui, sembra finire per ripartire ancora più in alto ed incorporare suoni quasi sintetici. 8.41 riparte con una energia raddoppiata per concludere il pezzo in un decrescendo di tempo ed energia come per figurare la ricaduta al suolo di pezzettini di quello che era un’immensa e potente creazione, fierezza di una nazione intera. Da mostro di potenza, a bricioli di tristezza.
L’album si conclude su questa opera maggiore e lascia una nuova porta aperta verso un orizzonte ancora più largo di prima e di fronte a quale i “Horrible Snack” son liberi di scegliere in quale direzione andare. Il trio fa un altro passo avanti su questo album. Crea la sua identità conservando la libertà di cambiarne a piacere, storia di non mai essere rinchiuso in qualsiasi tipo di scatola. Complimenti.
- Secondo, rimaniamo sott’acqua o torniamo alla base Nibraforbe???

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