Capitolo 28 Laura Galetti in Stargazers e album Frammenti

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... Appena usciti dal lago di Caldonazzo che il nostro sottomarino deve avventurarsi in altre acque torbide: il dominio della cover... capitolo delicato da trattare, visto che fare della cover ha tanti vantaggi, ma anche tanti svantaggi. Il secondo del Bordo e il capo centrale sono anche qua, intorno alla tavola delle carte, per testimoniare delle loro esperienze da "zoveni":

- Le bel per iniziar, scegli quello che te pias, fai tutto a l'orecchio. Dice Il secondo.

- L' peccat le che la gent l'gha da paragonar, e può giudicarte da subit.  Poi, amici son speso qua a prenderte in giro dal bar. Ribadisce il capo centrale che ha dovuto sentire qualche fischio nel suo tempo.

- Beh fischi, no... ma senti l'applauso un po’ obbligatorio... dimezzato...  senza entusiasmo. Meio iniziar con un pezzetone che mette tutti d'accordo, poi t'ascoltano.

- Vero, conferma il secondo, se te fai la scaletta in crescendo prevedendo di metter il pezzo migliore alla fine, vai al disastro. La tensione nel pubblico, che non disgela da subit, ha ripercussioni sul modo in quali suoni. Non capisci, t'aspettavi a meio, te la stavi sognando, sei teso. E se fai due tre errori, se te sbagli qua e là, può anca mandar tutto a monte, alla fine.

- Beh, quando fai della musica originale te podi metter avanti altre sensazioni: energia, melodia o dolcezza, anche se sei un po’ maldestro. Nella cover invece, l'udienza varda l'esecuzione pura del pezzo.

- Si, belle serate ghe n'è, brutte serate ghe n'è anca.

- E a registrare? Chiedo ingenuo ...

- Beh, da nostri tempi se suonava de fora in zona e basta... Registrazioni? Non gh'era tutto quel che ghe en giro oggi. Mi, non gho mai registrato gnent.

- Nanca mi.... conclude il Secondo.

La disciplina in questione è un pendio scivoloso. Al di fuori degli orchestri professionali da ballo, che giravano tutto l'estate nel sud della Francia, e che potevano sputare una versione lì per lì di qualsiasi canzone, non avevo referenze. Ma ricordi di atmosfere tese come lo descriveva il capo centrale ne avevo vissute due o tre... ma ero nel pubblico.

Laura Galetti si addossa già ad un serio chilometraggio di esperienza: è la voce/chitarrista degli Stagazers e suonano insieme da quando avevano 12 o 13 anni, con Daniele e Cecilia Mattedi rispettivamente al Basso e Batteria. Cosi giovane, e potere appoggiarsi su 6 anni di prove sode e di palco scenico, forza al rispetto. Del resto la lista dei concorsi vinti è impressionante, scarsa invece, la lista dei secondi posti. Per dire se fanno veramente sul serio. Solo cinque tracce registrate nei files segreti del Intel: " Sguardi", "Heartstrings", e "Frammenti" in un primo lancio. Poi nel 2014 "Continua a camminare", una registrazione presentata alle selezioni per il Festival di San Remo giovani. Poi "Scalzo" arriva all’inizio del 2015, niente in vendita per il momento.

Gli Stargazers non possono passar per principianti; la sessione ritmica è piuttosto solida con un Daniele virtuoso al basso: cioè non si accontenta del bom bom bom di secondo piano, nello stile "stretto minimo sindacale". No, il giovanotto fa maglia, ricama, e tiene la partitura aerata e in controllo. Ad ascoltare bene sembra che le composizioni si appoggiano interamente sulla partitura di basso. Sua sorella alla batteria è sottile, puntuale e precisa, poi fa cori per sottolineare precisamente la voce di Laura e questa combinazione fa centro ogni volta.

"Sguardi" è deliziosamente pop. Niente di innovativo o di esperimentale su questo primo raduno di tre tracce. Solo buone composizioni classiche, ma lavorate fino ad essere lucide. Laura scrive le parole di tutte le canzoni, poi ogni uno lavora la sua parte portando idee varie. E "Sguardi" è un primo lancio concludente.

Ci si può tendere un po’ l'orecchio per ascoltare "Heartstrings" cantato in Inglese ma nonostante una concentrazione acuta, sto a chiedere "whaaaaaat?" su certi passaggi. Peccato, la musica e le idee sviluppate qua, sono buone. Appare anche il suono di una tastiera in secondo piano.

"Frammenti" è un mezzo tempo diviso in versi calmi e ritornelli più dinamici, le transizioni sono un po’ pesante a digerire, ma lascia una buona sensazione, nonostante qualche boccone da ingoiare. Cambiano regime con l'arrivo della presentazione per San Remo: "Continua a camminare" guarda le precedenti registrazioni da l'alto. Sempre con questo basso in armatura metallica su di quale si costruisce la dentella che Laura e Cecilia sanno ricamare. Facciamo nel solido, ma anche nel bello con dettagli micrometrici. Ritorno delle tastiere, cori con effetti, stacchi inaspettati, bella voce, buoni testi. Uno hit single. Senza na piega.

2015 porta un’ultima registrazione che potrebbe fare conto giusto per tirar fuori il primo EP della band, perché la valle dei laghi ha sicuramente voglia di scaricare un po’ di musica a pagamento su band camp per esempio...

"Scalzo" è leggermente più rock, del resto. Al meno Cecilia riempie di botte più consistente la rullante del suo kit: Martella... ci dà dentro. Per una volta il basso si fa discreto, la batteria gride "pista”: Poi la combinazione delle due voci porta in alto gli versi chiave del testo: “Il mondo intero è perduto, ma noi ripartiamo da qui", "Cammina scalzo sul mio cuore". Cosi… Pulito, lucido.


 

Comunque qualche passi fuori degli Stargazers, Laura le doveva fare, perché la sento iperattiva: studi, allenamenti ed esercizi dei vigili del fuoco, prove con la band.... è presente su tutti fronti. Eccola con un CD di Cover e le sue scelte sono più eclettiche che la media: saltiamo da Paramore a Barbara Streisand o da Giorgia agli Audioslave, storia di dimostrare le capacita vocale in vari registri. Problemino: l'ordine delle canzoni presente sul CD che non corrisponde a l'ordine del retro giacca. Mi faccio magari lingua di vipera sottolineando un leggero difetto. Poco importa, focalizziamoci sul canto che è di buonissimo livello. Tutte le note da raggiungere nelle varie canzoni, sono state raggiunte, ma Laura a tendenza a "compressare" piuttosto che "esplodere" per arrivare al suo scopo. Siamo qua a parlare di dettagli, ma meglio dirlo, che tenerlo per sé, ed essere in fine, dannoso di compiacenza.

"Paramore" è cantato molto bene nonostante una mancanza di potenza esplosiva su "I've been waiting HERE".

Non mi aspettavo di essere colpito da Mattia Bazar in cima a questo, Laura propone qui la migliore versione della canzone, al mio parere, e domina la voce di Antonella Ruggiero e di tutti altri tentativi lasciate su you tube dalla testa e dalle spalle, Carola Campagna compresa.

"Quando una stella muore" lascia Laura imporre la profondità di suoi bassi e il suo conforto nell’esercizio vicino al microfono. Confermazione del fatto su "Temptation" di Diana Krall. Può avventurarsi nel Jazz perché ha le spalle per farlo.

Ci voleva un po’ di fegato per attaccarsi al Himalaya di Barbara Streisand, perché la referenza e perfetta e di livello veramente troppo alto, ma se la cava più che bene nei passaggi difficili: "morning" a 1:34, "touch me" a 2:57. Mi aspettavo invece la salita finale su "has begun" a 3:30 ma Laura sceglie un ottavo sotto per concludere questo esercizio difficile.

"Nightwish" è un lento su di quale Laura e perfettamente posizionata. E combina qui, le capacita esposte nella canzone di Giorgia e della Streisand.

Audioslave è una scelta strana perché la referenza è una voce maschile potente e rugosa come della pelle di squalo. Il risultato lascia perplesso nonostante una buona esecuzione del ritornello. Dobbiamo salutare il rischio preso a mettersi avanti in un esercizio difficile per in fine sfornare un 7 tracce che provano le capacita vocale di Laura Galetti.

- Me pias la versione della Streisand, dice il Capo centrale.

- Dai, a me I Paramore, prosegue il secondo, mi fiola l'ha il disco, lo sento speso...

- Ritorno base per rifornimenti, concludo alzandomi della poltrona di comandante. Secondo? lì lascio il centrale...

- Agli ordini!

Riparto verso miei quartieri con una canzone degli Mattia Bazar in testa... magari sto sognando.

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