Capitolo 29 Thee loyal wankers EP 2014 album the Loyal wankers

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Jones mi tira fuori del sonno via l'interfono della mia cabina:

- Contato sonar, comandante. E un pezzo grosso: un vascello ammiraglio. Stiamo trattando la sua firma sonar.

Gli occhi in fondo alla testa, alito fetido, mezzo cosciente, premo il pulsante:

- Ci ha identificato?

- Negativo capitan, siamo nella sua scia, rimarrà sordo come un palo.

- Vegno... Jones?

- Si, comandante?

- Fammi trovare una piscina di caffè in centrale come al solito.

- La sta già aspettando qui con due zuccheri, signore.

A dire la verità eravamo sulle tracce degli "Thee Loyal Wankers", un duo chitarra e batteria, di quelli che si svegliano a l'adrenalina e che si trascinano tutti gli album degli Stooges e del MC5 da mattina a sera. Come abitudine si nutrono di un fottio di gruppi underground a pranzo e "The great rock n’ roll swindle" come ninnananna. Ma a qualche miglia nautiche del contatto eravamo disturbati. Afferro il super tazzone nero e fumante dal manico e chiedo:

- Jones?

- E il vascello del EDP signore, e sembra che sono sulle tracce degli "Wankers" anche loro.

- Anche lei, Jones, anche lei....

Giusy Elle e l’equipaggio del "Electric Duo project" a caccia degli "Wankers".... La faccenda si faceva seria. Un Sub ammiraglio di questa notorietà e di queste dimensioni non poteva spostarsi per niente. Lei giocava sul campo Nazionale, noi in divisione regionale. Comunque il vantaggio era nostro perché non eravamo notati da nessuno. A fare la differenza adesso era l'accurato del nostro "Intel" contro le informazioni che il vascello ammiraglio aveva radunato.

- "Martina la pazza"! Urla Jones!

- Ferma propulsione, silenzio a bordo!

Mi sono quasi fatto impastare come un principiante: "Martina la pazza" era una manovra in quale un sub faceva un giro 360 gradi per verificare che nessuno lo seguiva. Un colpo malvagio inventato dalla grande Ammiraglio Martina Tosi di band underground Trentine ed eravamo tra il quarto e meno un quarto.... bisognava camminar su delle uova e giocarla sottilmente, in una missione che si annunciava più che rischiosa.  Pero il Wyznoscafo frena come una saponetta e non eravamo passati da speedy per cambiare le gomme. Passano 4 minuti di silenzio totale e Jones conclude questa tensione sudatissima:

- Ha rimesso i motori, stessa rotta, stessa profondità.

Ci accorgiamo anche che durante la manovra hanno superato il loro bersaglio lasciando il primo EP 2014 degli "Wankers" a portata del nostro spettrometro. Eccolo, bello addormentato sul fondo come una razza nella sabbia: Sei tracce dichiarate sulla copertina, 7 tracce in contenuto, belle corte ma intense, 5 originali e 2 cover, niente sopra i due minuti. Due membri: un misterioso "Dodo" alla chitarra e canto e alla batteria Marcello, Aka Violenzo Psichedelico, Aka Missing link, Aka DJ Marsuel, Aka Marsuel Papel. L'uomo da un viso, ma mille nomi, schedato da l'Intel a volume d'enciclopedia, quel animale aveva lasciato tracce nella musica Trentina, come una frusta sulla schiena di un marinaio punito, ai tempi della marina a vela. E stato in una valanga di gruppi: Iguana, Mocassini, Figli di Alex, Deaf Players, Optical Seeds, Great shakes, per finire Magic Cigarettes e Metheopathics ancora attivi oggi. Si incrocia spesso al angolo dei 33 per via della sua presenza nel associazione "OFFSET" con Leonardo Menegoni dello Smart Lab, e porta vari gruppi negli locali e festival della zona.

- Secondo, ci faccia scendere come una piuma sul fondo accanto al rilevamento e passiamo tutto allo scanner silenziosamente.

- Agli ordini!

- Jones? Dove il vascello ammiraglio del Electric Due Project?

- Inizia a quadrettare la zona, sembra che ha perso il segnale degli "Wankers"!

E il nostro momento, iniziamo la degustazione di questa galletta agli suoni saturati a piacere, voce distorta, energia a chiodo, senza prendere cura del grezzo di forma degli 7 razzi che schizzano via dal mini album.

"Shame" è un bel pezzo nervoso, tirato su dal ritmo frenetico della batteria e del grattugiato sistematico di corde alla moda Ramones. Guardando le "lyrics" da vicino, raggiungono la stessa concisione del insieme: Al di fuori di rare eccezioni, si articolano intorno a due versi di 4 strofe, un ritornello da due e basta.

"Badgeman" imbocca con la stessa rabbia la ricetta prescritta. "Gun" e "shit" sono delle parole che appariscono spesso nel testo, non siamo lì a distillare fiori. Il linguaggio e destinato a un pubblico con bottiglia di birra in mano, non a mignolo teso su tazza in porcellana di Earl Grey. Non facciamo confusione.

"Barbed wire" continua sulla stessa linea, con un gusto di "Shame" condito da un breve ponte a forma di assolo di batteria e di chitarra.

"Up to you" appare finalmente come il primo pezzo pop, con battiti per minuto leggermente sotto la media. "It's just the way i'm feeling now, It's up to you to sing on it loud" descrive una leggera delusione creativa: "Me ne vado a casa, perdo il mio tempo a provare di tirar su questo suono".

"Down in the well" rimane su un ritmo medio, le sue parole non sono nere, ma felicemente più sul grigio scuro. La musica pero invita a scrollare del corpo e della testa.

Prima cover "Fix me" degli Black flag è cantato con una voce un tono sopra, e dà un lato quasi comico, o al meno più accessibile al grande pubblico, che la rabbia sbudellata dell’originale. Mi piace di più questa versione, tutto come la versione di "Not right" degli Stooges  più strutturata e più diretta verso il soggetto stesso della canzone, senza dimenticare che la versione studio era lontano da riflettere la vera intensità degli Stooges dal vivo.


 

Sara poi, un evento inaspettato a tirarci fuori dei pasticci in quale eravamo arrivati. L'aggiunzione di Andrea un bassista provenendo da Koroba milk e Attrito trasforma in Trio "Thee Loyal Wankers" e quindi, lo rende illeggibile al sonar e invisibile allo scop del EDP... Inizio a sorridere.

- Jones? Dov’è siamo con la nostra vicina de casa?

- È passata sopra di noi due volte e si sta allontanando.

Che fortuna! Siamo da soli a goderci le dodici tracce dell’Album della "Annoying records", label sotto quale ritroviamo Magic cigarettes e gli Metheopathics, va là che combinazione... sembra anche che Andrea il bassista, sia il padrone di casa e firma solo qualità a suoi buoni gusti.  Brao!

Invece di attaccare testa prima, gli Wankers riscaldano il timpano profano, con un intro al gusto pop monello ripetitivo chiamato: "Com' on".

"Down the well" è il primo delle 5 Tracce originale del gruppo a subire la revisione del trio, poco o niente cambiato ma è una versione leggermente dinamizzata paragonando a l'EP. Le quattro altre canzoni son presente e gradiscono l'aggiunzione del basso, e di una chitarra meno distorta, più cristallina e spostata più alta nello spettro audio, per lasciar posto al basso. Troviamo un suono più pulito, e completo che su l'EP, ma preferivo il lato mordente del primo lancio.

Come per contradirmi “Up to you” brilla finalmente e risplende al sole su questa nuova versione. Il brano il più accessibile al grande pubblico gradisce di un suono più pulito e di un ritmo più temperato.  Urli appariscono dopo “It’s up to you to sing it out loud”. A l’eccezione del ritornello finale che dettaglia gli accordi come per facilitarne l’annotazione.

"Barbed wire" gradisce di una spolverata e una bella scossa elettrica. Solo "Shame" soffre della nuova registrazione perché è trasformato in una gara di velocità, che non porta niente al pezzo. Anzi! tutto il rilievo, dinamismo, varie tonalità, e il lato incisivo della canzone spariscono nella rapidità dell’esecuzione. E si capisce: togliere 27 secondi su un pezzo da 5 minuti si nota leggermente, ma su un pezzo da 1:41 è un corto circuito.

"What I got now" segue l'identità e il suono degli "Loyal Wankers" è un pezzo aerato con una chitarra che sa spostarsi di lato, per lasciare percussioni e basso sostenere la voce, e punteggia alternativamente gli versi. Una bella traccia.

"Trouble!" poteva anche far ballare nei club alla moda della fine degli anni 60/ inizio 70. Mi ricordo che si ballava il "Jerk" a l'epoca su quel tipo di musica.

"Need" riparte con un ritmo sfrenato e lascia spiagge di espressione alle percussioni di Marcello, per una bella sfogata. Do you know the name of my baby? La formula di composizione rimane ripetitiva, ma efficace di semplicità.

Una voce forzata è messa a dura prova su "Waste" evidenza il lato grezzo e rugoso della canzone, l’assolo di chitarra rabbioso e potente, rimane contenuto in un tunnel, per sboccare a l'aperto su il ritornello finale, portato a conclusione dalla voce sola.

Poi c'è come una fretta di concludere l'album 1:16 per "On my face", 1:14 per "Shame" messo appositamente in 75 giri per minuto (per quelli che si ricordano) e 0:44 per "Medication” che conclude con "Uh!" un album notevole, grintoso che ne basterebbe la meta, e diabolicamente Rock n'Roll.

- Jones! Siamo da soli?

- Via chiara sopra e tutto intorno, Capitan!

- Secondo? svuotare gli ballasti torniamo in superficie a galla, li lascio il centrale.

Ci rendiamo conto, durante la risalita, che abbiamo la difficoltà di accedere su grandi piattaforme come I Tunes per esempio per avere accesso al primo album degli Babamandub o anche alla discografia dei Cherry lips ed Elisa Pisetta, dalla nostra postazione. Lasciava pagina bianca su la direzione a prendere, per la prossima missione. I dannati cookies del Intel richiudevano la scatola del web, verso scarsi orizzonti, invece di aprire il mondo musicale intero, all’archivio del Wyznoscafo.

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