Capitolo 42 Kitchen Machine album 26 The plaza apartments Venezia Hawaii.
- Capo Centrale, li lascio la manovra di uscita della base Nibraforbe. Una volta al largo mi chiama prima dell’immersione... Vado con il secondo ad aprire la busta dell’ordine missione.
- Aye, aye sir!
Estraiamo la busta dalla casa forte della mia cabina e seduto alla scrivania ne scopriamo il contenuto.
- Ci son due obiettivi in questa missione: E a penna uscito l’ultimo Kitchen Machine...
- Quello che è stato annunciato per ottobre scorso? chiede il secondo...
- Si, e I Bankrobber hanno pubblicato un EP fine Aprile, ma niente su l’ordine secondo il quale dobbiamo coprire i due obiettivi, dai! Vediamo se “Gazza ladra”, il precedente album dei “Robbers”, è in archivio.
Premo il pulsante dell’interfono:
- Capo centrale? cosa abbiamo sugli Bankrobber in archivio?
- Beh, abbiamo due video, uno filmato sul Garda” “Distanza gelida” credo, l’altro “Piccole maschere” ci sono altri video sul tubo ma non li abbiamo mai passati allo spettrometro. L’intel sta per mandare la posizione della “Gazza ladra” da un momento a l’altro, ma niente in archivio per il momento.
- Se mi ricordo abbiamo lasciato un gavitello vicino alle “Kitchen Machine”, è ancora attivo?
- E piuttosto febbrile direi, quasi impazzito.
- Ci traccia una strada verso questa posizione, arriviamo in centrale per l’immersione.
La cavitazione dell’elica rimane l’unico segnale percettibile mentre seguiamo il segnale esponenzialmente crescendo e preciso del gavitello lasciato nella precedente missione. Rimaniamo su una buona impressione del EP “Start” e lo spettrometro del Wyznoscaffo sta penetrando la struttura generale del nuovo album. Kitchen Machine è una combinazione magica. Un gruppo “ibrido” come gli “Luck now” a cavallo fra Mantova e Rovereto, loro son meta Roma, meta Trento. Poi perché combina Chiarastella (moderna, elettro, beat box) e Adele (acustico, violoncello, classica) per una miscela aperta di varie direzioni e scelte artistiche. Poi quando questi due cantano insieme fanno sciogliere l’equipaggio al completo, ufficiali inclusi. Certe parte dell’album sono prodotte da Krustrell un DJ produttore Romano che colpisce su Soundcloud con un remix di “Smell like teen spirit” dei Nirvana. Il contenuto delle canzoni è profondo e scritto più che bene, c’è ricerca nel testo e nel modo in quale proporre il senso della canzone. La combinazione di tutto ciò, fa scintille e gli 4 titoli del primo Ep hanno colpito abbastanza profondamente, da seriamente ritenere l’attenzione di chi le hanno sentite. Queste ragazze lasciano tracce, convincono.
Pochi cambiamenti su l’unica traccia riproposta dal EP: “Le mirabolanti avventure del Sig.D. e del suo cane” tranne l’uso del “Vocoder” (scusate, son degli 80’s, culturalmente...) per annunciare il titolo della canzone e per difformare i cori. Rimorsi alla sparizione dell’animale di compagnia, sicuramente l’unica compagnia del Sig. D. che cerca perdono e promette un migliore atteggiamento in un ipotetico al di là cosmico...
Per chi segue l’Adele da un po’ e che si ricorda la versione acustica di “La dote” sul tubo, la versione di Kitchen machine della canzone di Adele Pardi merita di fermarsi un attimino e contemplare la nuova mesa in pagina di questo Tango torrido punteggiato di “Tutu tutu turutu” su di quale si appoggia questa storia di conquista calcolata, fra donna e uomo. Profumato al Martini dry su bordo di piscina.
Poi, oltre questi mari conosciuti ci buttiamo nel profondo dell’Album. “No words” è l’unica canzone cantata interamente in inglese, intorno a quattro note, su di quale orbita un universo semplice ma calmissimo. La nuvola della sequenza tace, come uno strappo nel cielo, per lasciare la voce di Adele brillare. La filastrocca prende spessore con il violoncello e altre tastiere e voci per svanire dopo 2:45 e quasi sembrare troppo corta.
Qualche passi guidano il ritmo di “La sposa” appoggiato leggermente su un pizzicato di violoncello. Crimine passionale, follia maschile, che aspetta sotto casa “con un coltello vuole farti sposa, e cancellare il nome di Anna Rosa” ... “colorerò tuoi petali di rosso” ... Triste pratiche che esistono ancora oggi nell’era dell’esplorazione spaziale; fra il pazzo ignorante che sfigura con vetriolo in faccia, quella che si rifiuta ai suoi avanzi o chi più artisticamente uccide la sposa la sera delle nozze perché non era ‘vergine’. Tremo per la condizione femminile con il brivido del “prossimamente sotto casa vostra”.
“Party” comincia in Italiano per scivolare verso l’inglese su un ritmo isterico-intenso-ballante. Una cartolina di addio a l’Australia per un viaggio nell’estremo oriente: “The little China Hi School, everyday you learn the rule...”
“Walzer d’estate” appare quasi in forma minimalista dopo l’intensità di “Party”. Il violoncello porta tutto il pezzo sulle sue spalle, una tastiera quasi discreta e dosata, sa inserirsi con precisione, e genera i bassi e rumori in ritmo: “Prenditi tutto ma l’accendino e mio...” descrive la nostalgia di una relazione che finisce.
Invasione maschile: Marco Simiele (già coautore del primo EP), che per questa occasione ha registrato il banjo in "L'estate n'est pas", in cui abbiamo inoltre ospitato la bellissima voce di Alessandro Pardi. Prima evocazione nell’album, della prima guerra Mondiale nei primi versi: “Cento anni fa eravamo felici, perché [...] non ceravamo”
Colpo geniale ad inserire nell’album la cover destinata originalmente a “Interpretano Trentini” degli Kepsah. “Nuanda” si riveste di un tempo quasi ballante ed accoglie di nuovo il vocoder, storia di colorare questa bella versione.
Ritorno al minimalismo e alla prima guerra mondiale sugli “Monti Scarpazi” per sentire la perdita di uno dei numerosi sposi, che hanno lasciato eserciti interi di vedove di vent’anni, speso o quasi sempre senza rendere la salma agli famigliari. Dolce canto per rovinarci il mascara.
“Le infermiere” prepara una transizione calma di violoncello su sequenze elettro spogliate. Versi in italiano su ritornello in Inglese: “When you smile you crush me” ... Da notare che su tutto l’album la scelta di mettere queste due voci angeliche in avanti e quasi onnipresente, perché è una buona scelta. Quando una combinazione vocale eccezionale e di questa qualità viene registrata, gli strumenti non possono essere troppo invasivi.
“Kitchen Outro” mi lascia perplesso nonostante sia un bel “exercice de style” o “variation sur un thème” scombussola un po’ l’atmosfera del fine album. Cioè sembra un pezzo del puzzle al suo posto ma che sporge dell’immagine generale. Non danneggia più di tanto l’atmosfera che l’album lascia: melodico-classico-moderno cantato divinamente. Quasi indispensabile.
- Interferenza! Si esclama Jones davanti a l’impianto sonar.
- Binario morto? Chiedo ingenuo...
- Horrible snack sta per sfornare il loro primo album. E sta già agitando mezzo Trentino con l’evento.
- Grazie, Jones.... Capo centrale? Abbiamo Notizie del Intel per “Gazza ladra”?
- Non ancora, gnent sulla rete flash, gnent sul telex...
Son pensieroso prima di dare l’ordine successivo...

Commenti
Posta un commento