Capitolo 52a Light Whales album Feel alone with science

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Base Nibraforbe, un Novembre di nuvole basse e di piattaforme bagnate di pioggia... Poche ore dedicate al rifornimento, imbarcare pezzi di ricambio, carburante, posta e siamo già al posto di manovra. Che vitaccia! Poi a guardare bene il programma, c’è molto più da fare che la norma per tenerci impegnati: I Matleys aprono a l’Arsenale il loro nuovo album “La prospettiva del trapezista”. I Razzi totali tornano con le 21 tracce di un concept album “la Citta del Niente”. I “Light whales” arrivano come un fiore nel faccio del nostro sonar. Poi “Thee loyal wankers” ci butano “Swamp” in faccia con il loro urlo di guerra…

- Per prima cosa, passarmi tutti questi rilevamenti allo scanner che vediamo dove nar...

Jenkins si afferra a raccogliere la fisarmonica di carta che esce del computer centrale. C’è n’e una bella quantità e avrei veramente più bisogno di un reso conto del tutto, piuttosto che avere da digerire il contenuto della trentina di fogli che mi ritrovo davanti.

- Jones? Quale il segnale il più vicino???

 - “Light Whales” 3 miglia nel 180, “Matleys” 8 miglia nel 195, “Razzi Totali” 25 miglia nel 045 dell’ultimo rilevamento, e “Thee Loyal wankers” 52 miglia, pieno Est nel 090, Capitan!

- Ecco la nostra rotta. Nen da subit! Decoder audio, scanner e spettrometro attivati, interferometro sugli obiettivi in movimento e non perdermi nessuno!

- Aye aye sir!

Il decoder Audio ci propone qualcosa di veramente UNICO per il primo obiettivo della nostra missione: “Light Whales” arriva quasi come un elefante in un negozio di porcellana. [Chi siete? Dove andate? Si, ma chi siete?? Un fiorino!] Chi vuole mettere un’etichetta su quel gruppo, si faccia avanti al più presto, che manco di referenze per definirli. Avrei messo un po’ di “Day One” nel modo di fare, una dosa di “Darwing Deez” nella maniera, un pizzico di “Cake” per la scelta di suono, e il resto proviene da altrove, ma lontano, lontano.... veramente lontano. Il risultato è più che sorprendente: originalissimo, alieno, raro, prezioso. Poi a scavare, e incrociando gli dati dello spettrometro e dello scanner, ci si scopre che l’album e stato suonato e registrato da Giacomo Pallaver sul suo telefonino (?!?) e computer, ma prende vita sul palco con altri musicisti: Andrea Garofalo dei Alchimia, Matteo Tomaselli dei Bob and the Apple e Sebastiano Cecchini degli Humus....  solo referenze.

Il suono pieno, crudo e invadente di una chitarra classica, bella presente nei bassi, apre l’album per “Southern light”. Sembra che tutti gli effetti possibili sono stati utilizzati per fare che la sola e unica voce di Giacomo riempisse tutti spazi possibili, da vari cori al raddoppiamento del canto principale. Confermazione con l’apertura di “The Cave” e il suo polifonico di voce “a cappella” che si sfuma felicemente sotto il suono grezzo e distorto di un ritmo meccanico. E proprio l’aspetto distorto che dà alla traccia la sua unicità. Gli bassi sono spesso registrati con una chitarra classica su tutto l’album.

Panic song” rimane una traccia importante nonostante l’aspetto quasi infantile delle sue prime misure. Ci si deve aspettare più di un minuto per l’entrata di un basso alla partitura basica per dare spessore al pezzo. È illustrato da l’unico video del gruppo ed è composto di una raccolta di GIF’s ed e divertente.

Leggendo un articolo/intervista portato alla nostra attenzione da l’Intel, scopriamo il famoso suono di flauto distorto fino a suonare come una tromba... quello di “Breathing through the Pilot” esattamente. Un pezzo un po’ composite con cambi di ritmi e atmosfere diverse.

“Enemy toes” è una filastrocca di poco più di due minuti. Potrebbe rimanere classica nella forma dell’arpeggio di chitarra con quale inizia, accompagnato da una voce calda e vicina. La sveglia che suona a l’inizio della canzone sembra portare a l’attenzione di Giacomo la presenza di altre ditte di piedi sotto le sue coperte. Sicuramente ditte aliene...

“My dear Franci” e il suo seguito “Franci sleeps” si riveste di panni quasi pop, anche se il ritmo zoppica qua e là. Il ritornello aggancia subito con i suoi “Oh year...” su una bella melodia vocale. Una chitarra sincopata ci scorta verso la seconda parte interamente strumentale. Anche se il gusto generale potrebbe essere portato su tracce più accessibili come “Hold me back...” definisco “Enemy toes - Dear franci” come le mie tracce preferite. Magari perché invadono la memoria senza sforzo e la melodia torna piacevolmente in mente, a improvviso.

“Even” rimane una traccia di un altro stile, rimanendo pero, nello spirito dell’album. Dopo la sua introduzione alla chitarra si avvolge intorno a un ritmo di batteria e una sequenza ripetitiva. Le parole sono difficilmente identificabili, leggermente al modo “Free mind”. Finale a forma di assolo di chitarra che si disperde nella riverberazione.

Potenziale hit single e traccia la più nottata di questa perla di album “Hold me back into your arms” è un tempo medio curatissimo nella sua registrazione: tastiere, voce registrate, sovraincisioni, cori, colpi di piatti ride sul ritornello. A credere che, già dalla composizione, si è notato la qualità del pezzo.

Stessa cosa con “Feel alone with science” che appare subito con una qualità sonora leggermente superiore, sopra tutto nella registrazione della voce profonda, su pianoforte che li cammina accanto al passo. Il suono rovesciato di un organo di giostra descrive bene giri compiti in questo luna park sonoro.

Volendo veramente trovare difetti in questo album importante, avrei concluso l’album su la nota alta di “Feel alone...” e posizionato l’ultimo brano “Looking through the sound of love” di mezzo a l’album. Il lato esperimentale di questa traccia sarebbe stato più al conforto prima di “Enemy toes” per esempio. La sua posizione diminuisce l’impatto di questa traccia, che merita più attenzione, e che sembra dimezzata di intensità dopo il monumento precedente.  Comunque l’album merita un replay talmente esce fuori dei sentieri battuti. Mi sto chiedendo come tutto questo si potrà tradurre dal vivo....

- Capitan, I Matleys sono a un po’ più di 5 miglia e proseguono nel 200 adesso, velocità 7 nodi, profondità 090...

- Brao Jones! Secondo? profondità 85, rotta nel 200, entriamo nella loro scia e non facciamoci notare...

-Aye aye sir!

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