Capitolo 30 A Francesco Camin Mini album Aria fresca

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Son arrabbiato con l'Intel. Prima perché I Tunes non mi dà accesso né al primo album eponimo degli Babamandub, né al secondo "Milioni di persone" per la semplice ragione che Il Wyznoscafo è registrato in Gran Bretagna. Secondo, perché scaricare la discografia delle Cherry lips è stato penoso, lungo, ed enervante anche con il link mandato da Eliza Pisetta in persona. Siamo a sussurrare in tre sopra la tavola delle carte. Il centrale è quasi spento del tutto, rimane solo la luce blu sopra le carte e qualche LED rossi e verdi di controllo intorno a noi.

- L'Intel dovrebbe avere accesso a tutto no? Disse il Secondo, perplesso.

- Vabbè che non esploriamo l'underground di Valparaiso o di Mumbai... Ma in Giappone ci siamo già andati per i Zeroids! Stipola il capo centrale. Come mai non abbiamo accesso a tutto?

- Vero, diventa difficile di risalire a certe uscite del passato, dico tranquillamente, anche se abbiamo ultimamente nella database del Wyznoscafo due album degli "Dingo", uno degli "Asincroni", uno solo degli "Cunninghams" ma la difficoltà nostra si restringe a grandi piattaforme solamente... Band camp è ancora un mare aperto e soundcloud ci ha dato tutto "Buldra" senza pena, anche dalla nostra posizione rimossa. Ma son due siti piuttosto Underground. Secondo me, aggiunto tutta la produzione "firmata major" poi tutto il "mangime precotto" della tivù a due soldi, poi tutti album del passato, fa troppi dati. Il sistema va in tilt e deve frantumare in pezzettini regionalmente definiti per potere gestire il flusso. Metti il tuo album su I Tunes pensando che tutto il mondo ha accesso al tuo disco, ma in fine, sei solo in display nazionale. Poi mettiamola per chiaro; la nostra attività è rara. Penso solo al povero Campostrini da solo a Berlino che non potrà scaregar il prossimo "Mondo Frowno" se lo mettono solo su I Tunes.

- L’Intel diventa un appoggio, non più una fonte universale di informazioni. Afferma il Secondo.

- Basta... Sappiamo dove andare, siamo grandi. Concludo prima di girarmi verso la poltrona del centrale.

Il marinaio Jenkins interrompe la riunione:

- Messaggio sulla rete Flash: Iacopo Candela sta per sfornare una galletta per il 4 ottobre.

- Jenkins! Da quando sei autorizzato a leggere i telex? Sgombra in fretta, prima che ti re-arrangio l'altra sopracciglia!!! (Leggere capitolo 13 Rebel Rootz)

- Secondo, mi tracci una strada per la Valsugana. Jones, orecchie al sonar. Jenkins occhio allo scop. scanner in funzione, spettrometro in stand by....

- Interferenza, Capitan! Esclama Jones.

- Binario Morto? Chiedo.

- Ma no... Segnale doppio Capitan! Corregge Jones: Abbiamo la firma sonar del EP di Francesco Camin sul nostro percorso.

- Occupiamoci di quel bamboccio prima, in tant': l'uno è sempre sul disco de l'altro, suonano assieme, registrano assieme, e credo che vanno anche in campeggio a Posillipo tutti gli anni. Tutti due da soli, con genitori, due gatti, tre cani, una peluche, Felix Lalù, la famiglia Rossi, la carovana.

 

Poi i punti comuni fra i due son più che numerosi. Hanno per lo meno la capacita di scrivere testi belli, intelligenti, e che vanno dritto al cuore. Poi hanno tutti due la magia del depositare il canto sugli strumenti che aprono altre melodie, e creare immagini poetiche fugace che ti piantano un amo nell’orecchia. Alla differenza che Francesco rimane diretto, e semplice nei suoi testi belli, calibrati, pesati ed equilibrati. Iacopo lui, trova un altro campo libero nel testo, per presentare l'oreficeria verbale che score con il suono della sua chitarra. L'Accessibilità al primo ascolto non è necessaria dal momento che sotto la luce, il lavoro semantico risplende come uno zaffiro. Tutti due sanno sfornare un lavoro profondo, pieno di emozioni, di momenti di contemplazione, da rimanere bocca aperta a non crederci. Talmente bello che sembra venire da altrove.

"Aria fresca" è un bel pezzettino pop, di quelli che ti piacerebbe sentire più spesso alla radio mentre ti radi davanti allo specchio. Solo per sbandare del culetto e battere del piede sul ritmo, mentre la lama prova di lavorare al meglio, su una guancia che “metronoma” da destra a sinistra. De quelle canzoni che ti rimangono in testa tutto il giorno. Bel arrangiamento dei cori sottolineati da un piano forte meccanico. Un gioiello.

"Vorrei vivere sopra gli alberi” potrebbe prendere la stessa posizione oraria qualche settimane dopo, sulla stessa radio, per raggiungere lo stesso risultato. A prima vista siamo davanti ad un album festivo, gioioso, sognatore, pieno di bollicine, primaverile, con colori intensi e chiari. "Vestirei le mie figlie con le foglie”, "Intreccerei le foglie a cesta, per raccogliere quei frutti rossi". Sono questi versi iperrealistici e utopici che ti danno la chiave per staccarti durante 3 minuti e 10, dal rombo odierno e proseguire balisticamente allungo, al secondo del livello di sogno che sei capace di generare nella tua vita.

Poi, finito di saltare da un ramo a l'altro come un Tarzan moderno per "Sparire". Ci si scala di una marcia nel passo saltellante dell’inizio album per un momento di calma. L'orchestrazione fa un passo indietro per lasciare la voce e la chitarra quasi da soli, nei versi. Nostalgia.

Cori aprono "Un’idea” una canzone articolata intorno ad una batteria messa in avanti per questa marcia. Un bel ritornello semplice invita a cantare allungo.

Poi ovviamente "Sospesi" si impone con le sonorità basse, un po’ più accentuate, della sua introduzione, come un pezzo serio che merita, più di una volta, di giocare in prima divisione nazionale. Non serve vendere la sua anima per arrivare a tale scopo, basta contemplare il video immenso firmato Stefano Bellumat. Ecco una collaborazione magica che lascia, dal suo peso, una curvatura accentuata nel tessuto musicale/poetico: Emozioni=musica/poesia2. L'unico peccato e che da marzo questo monumento rimane a solo 4600 visione sul tubo, ma meriterebbe di diventare virale.

Dopo averci strappato i budelli e rovinato il mascara, Camin se ne va saltando come un coniglio in prato verde, su sottofondo di flauto e fischietti. "Scarpe strette" è un inno campestre leggero e spensierato che lascia la porta aperta, per vedere Francesco allontanarsi scalzo su l'erba. Ritengo "Aria fresca" un EP di grande qualità e di colpo indispensabile.

- Capitan?

- Dimmi Jones...

- So che non ha niente da vedere con l'attuale missione ma... Gio Venale sta per sfornare un album due giorni prima l'uscita di "Candiru"...

- Lascia un gavitello di fondo sul rilevamento. E ci occupiamo di questo sulla via di ritorno alla base. Per il momento sezioniamo quel pesciolino....

(essere seguito...)

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